La Nascita

La Nascita

Alla nascita molti comportamenti e movimenti sono pronti per la vita post-natale
ma il bambino deve affrontare un processo di adattamento all’ambiente.
Il taglio del cordone ombelicale segna il momento in cui il bambino deve:
• Iniziare a respirare autonomamente attraverso la respirazione polmonare
• nutrirsi in autonomia con la suzione
• e regolare la propria temperatura corporea in funzione di quella dell’ambiente
esterno.

SI Assiste ad un notevole accrescimento nel primo anno di vita. I valori
cambiano velocemente fino ai 12 mesi, negli anni successivi l’accrescimento
si riduce notevolmente e cambia il suo aspetto esteriore.
Infatti il graduale aumento della circonferenza toracica rispetto a quella
cranica cambia le proporzioni del corpo infantile dandone un’immagine
diversa.

 

Modificazioni morfologiche e fisico-chimiche che caratterizzano l’individuo –
Alla nascita il neonato risulta provvisto di una intera gamma di comportamenti (movimenti, ritmo respiratorio,
riflessi) che gli consentono di sopravvivere:
ossigenazione autonoma (riflesso respiratorio)
capacità di ingerire cibo (riflesso di suzione)
termoregolazione (che risulta comunque difficoltosa per mancanza di tessuti adiposi)

Il sistema nervoso è capace di produrre spontaneamente dei movimenti (i cosiddetti “riflessi”), modulati in
relazione alle condizioni ambientali (ricordiamoci la relazione inscindibile tra geni e ambiente, che nell’ottica
dei sistemi complessi significa l’inscindibilità tra auto ed eco-regolazione, come abbiamo visto nella Lezione 6).
Riflesso di suzione (scompare a 10 mesi): lo sfioramento all’angolo della bocca, provoca la rotazione della
testa in direzione dello stimolo (questa rotazione, detta riflesso di cercamento, scompare a 3-4 mesi), seguita
dalla suzione.

Riflesso di marcia automatica (scompare a 2-3 mesi; ricompare a 1 anno ma non come
riflesso): tenendo il neonato in piedi, con le piante dei piedi appoggiate su un piano, egli
estende e raddrizza le gambe e il tronco (richiamando il “camminare”).
Grasping palmare (scompare verso i 3 mesi) e plantare (scompare verso i 9-10 mesi):
stimolando il palmo della mano o la pianta del piede del neonato con un dito, si genera
una reazione nella mano di presa a pugno senza flessione del pollice (si tratta di una
presa piuttosto forte, che a volte consente di sollevare il bambino per qualche istante) e
nel piede di flessione delle dita.
Riflesso di Moro (scompare prima dei 5-6 mesi): quando sente un rumore forte (es. se
facciamo rumore sul cuscino dove è appoggiata la testa) o subisce uno shock fisico (es.
tirandolo per i piedi), contrae i muscoli dorsali estendendo gli arti.

Perché ci sono i riflessi?
Si ritiene che i riflessi siano un residuo di abilità utili ad altre specie, ma che nell’uomo hanno perso
significato.
Un’importante competenza neonatale (riferita cioè al bambino nel primo mese di vita) è la capacità di
estrarre informazioni dall’ambiente tramite i sensi:
VISTA: ci vede bene a distanze ravvicinate di 20 cm, con gli occhi sa seguire abbastanza i movimenti,
discrimina in parte colori e variazioni di luminosità;
UDITO: riconosce la voce materna, discrimina tra suoni linguistici, riesce a localizzare la fonte dei suoni;
OLFATTO: discrimina tra odori differenti e riconosce l’odore materno
GUSTO: discrimina tra sapori e riconosce il sapore del latte materno
TATTO: reagisce alle stimolazioni tattili in tutto il corpo (come mostrano i riflessi)

La capacità di percepire dipende dallo stato di coscienza.
Il neonato attraversa ciclicamente (circa ogni 2 ore durante il giorno) 5 stati di coscienza (Prechtl, 1977
cit. in Camaioni, Di Blasio, 2002) (le frecce indicano la successione temporale da uno all’altro): sonno
profondo (tranquillo, non REM) ◊ sonno attivo (REM) ◊ veglia tranquilla ◊ veglia attiva ◊ pianto e
irrequietezza. Per stabilire uno scambio sociale è preferibile lo stato di veglia tranquilla, chiamato anche
stato di “inattività vigile”, dove gli occhi sono vivaci e attenti, la respirazione regolare e il corpo fermo.
Quanto dorme un neonato?
In media 16-17 ore al giorno (con variazioni tra 11 e 21 ore). Con il passare dei giorni si stabiliscono dei
cicli sonno-veglia regolari e adatti alla convivenza con i genitori.
Nota come anche in questo caso ci sia di fatto una costruzione congiunta (di bambino e genitori) dei
cicli sonno-veglia.

Alla nascita il bambino ha tutto un repertorio di capacità che gli consentono di
interagire con il mondo circostante – si tratta dei riflessi
I riflessi possono essere di due tipi:
• abbiamo da un lato i riflessi di sopravvivenza destinati a rimanere per tutta la vita –
anche i neonati in presenza di una forte luce chiudono automaticamente gli occhi e
sono in grado di dilatare o contrarre le pupille sulla base della quantità di luce
presente (riflesso pupillare)
• una seconda classe di riflessi è costituita da tutti quei riflessi che permangono al
massimo fino verso l’anno d’età del bambino e poi scompaiono, poiché vengono
sostituiti da altri comportamenti volontari. Questi riflessi sarebbero dei retaggi
evolutivi di comportamenti utili all’adattamento ambientale dei nostri antenati
evolutivi.

1. ROTAZIONE O RICERCA – per ricercare il seno materno
2. SUZIONE – per nutrirsi prima ancora di aver identificato il seno materno come fonte del latte e
quindi di cibo
3. MORO – Viene letto come il tentativo di trovare qualcosa a cui aggrapparsi in caso di percepito
pericolo come ad es. se un adulto per un attimo non gli sostiene il capo oppure produce
un forte rumore, il bambino estende le braccia, curva il tronco e poi richiude le braccia
come se “abbracciasse”. Si perde intorno ai sei-sette mesi
4. MARCIA AUTOMATICA
5. PRENSIONE
6. BABINSKY
Nonostante come abbiamo visto questi riflessi siano destinati a sparire prima del
compimento del primo anno d’età, sono considerati degli importanti indici dello sviluppo
neurologico del bambinoe vengono valutati con attenzione durante le prime visite
pediatriche (ad esempio la Neonatal Intensive Care Unit Network Neurobehavioral Scale
(NNNS), messa a punto da Barry M. Lester e Edward Tronick nel 2004, è uno dei più
completi strumenti di valutazione neurocomportamentale per il neonato a termine, pretermine
e a rischio e si basa in larga misura sulla valutazione dei riflessi dei neonati).